Come il finale di stagione di Fringe cambierà ogni cosa

J.J. Abrams, co-creatore e produttore esecutivo della serie sci-fi Fringe su FOX, ha raccontato ai giornalisti di Sci Fi Wire che il finale di stagione prevede un “grande punto di svolta a lungo termine per la serie”. Attenzione Spoiler per chi non ha ancora visto l’episodio!

L’episodio, “There’s More Than One of Everything”, prevede il ritorno del misterioso David Robert Jones (Jared Harris), la scomparsa di Walter Bishop (John Noble) e una scena tra Olivia Dunham (Anna Torv) e William Bell (Leonard Nimoy), il vecchio partner di Walter e co-fondatore della Massive Dynamic. Abrams ha parlato durante una conferenza lo scorso venerdì. Ciò che segue sono degli estratti della conversazione.

Portaci attraverso le discussioni che hanno avuto come risultato il salire a bordo di Leonard Nimoy per il finale di stagione.
Abrams: Credo che sia iniziato con un’e-mail che gli mandai. No, no, questo è ciò che è successo. Mi ricordo. Lo chiamai e iniziai solamente ad implorarlo. Gli dissi che stavamo facendo questo show. Lo conosceva, ma non pensavo che lo avesse guardato. Conosceva lo show, ed io gli spiegai praticamente che c’era un personaggio critico che era stato menzionato per tutta la prima stagione, incluso il pilot, e che era un grande affare per lo show, non solo il dove veniva e il suo passato, ma il dove stava andando. E [dissi] che sarebbe stato un ovvio onore se avesse considerato di interpretare il ruolo. Era aperto all’idea ma voleva, ovviamente, vedere lo show e leggere qualche pagina. Così gli spedimmo ogni cosa che potevamo, ed ero eccitato quando richiamò e pensava che fosse intrigante ed interessante. È così che finimmo per farlo ritornare al ruolo di Spock in Star Trek, in cui gli raccontammo l’idea, lo ricoprimmo di cose, e la sua risposta fu interesse e intrigo, e sapevo che era un buon segno.

Cosa puoi dirci del finale di stagione?
Abrams: Posso dirvi che nella storia di Fringe è la fine di un capitolo e l’inizio di un altro. Se guardate questo show come ad una serie di episodi stand-alone, penso che possa funzionare anche così, ma visto che stiamo cercando di fare entrambe le cose – avere uno show su cui puoi sintonizzarti ogni volta che vuoi e avere una dose di Fringe o guardarlo regolarmente e tipo cavalcare l’onda della storia nel suo insieme, e vedere come le cose si connettono e sistemano tra loro che magari non ti aspetteresti – questo sembra essere definitivamente uno degli episodi pilastro per la mitologia dello show. La prima stagione riguardava davvero lo scenario di questo mondo, i personaggi, i loro ruoli, i loro lavori e mentre lo show proseguiva penso che abbiamo avuto più di un assaggio sulla loro interazione e sul senso di ritmo dello show. Ma questo è davvero un grande punto di svolta a lungo termine per la serie.

Olivia [Anna Torv] è sembrata davvero accendersi un po’ mentre lo show proseguiva. In generale, quanto avete programmato in anticipo, e quanto di quello che abbiamo visto era semplicemente lo show che scopriva se stesso mentre voi proseguivate?
Abrams: Veramente abbiamo avuto un sorprendente ammontare già pianificato in ampi tratti, ma la cosa pazza è che, mentre ci lavori su, inizi ad avere resistenza, non da un attore, non da un regista o da altri autori dello show, ma da uno show che praticamente definisce la sua forma da solo in un modo strano. Una delle cose che amo dello show è l’inerente umorismo nel suo essere pazzo. Se lo show si prendesse troppo seriamente, allora avrei paura che la gente gli riderebbe dietro, ma se lo show ha dell’umorismo al suo interno, allora lo stesso show sta abbracciando e ammettendo la natura assurda di molti episodi e storie. Amo le storie assurde. I miei film preferiti, se pensate a “Lo squalo” o “Aliens” o “Tootsie”, …ci sono film che se descrivi la storia, dici, “Cosa? Bene. Ok.” Ma se è ben fatto, dici, “Oh, mio Dio, è stato il miglior viaggio in assoluto”. Quindi, per me, l’umorismo è aumentato con il proseguire della stagione.
Credo che cose come portare nello show la sorella di Olivia [Ari Graynor] abbiano iniziato a darle almeno opportunità di essere più calorosa con qualcuno. È un personaggio che ammette nello show di non avere amici. Quindi credo che la storia per Olivia nel corso del tempo sia quella di una donna in guardia e protettiva che, col tempo, è in un certo senso forzata ad essere più vulnerabile. E vedrete, succederà davvero qualcosa l’anno prossimo. Ma sarà un’evoluzione per lei.

Se dovessimo dire che la prima stagione si riferiva all’incontro dei personaggi e al loro incontro con il nemico, come descriveresti ciò che stai pianificando per la stagione due?
Abrams: Direi, sì, penso che il primo anno riguardasse, non vedere il nemico, ma arrivare a capire almeno che un nemico c’è. Non direi che, in un certo modo, la stagione due porta ad incontrare il nemico. La prima stagione è identificare che c’è un nemico e realmente conoscersi gli uni con gli altri. Ma credo che nel progredire dello show quello che vedrete nella seconda stagione sarà che si sta creando un tipo molto specifico di confronto, e credo che vedrete che ci sarà un interessante cambiamento nel paradigma fondamentale dello show all’inizio della prossima stagione, in un modo molto figo.
Senza andare troppo nei dettagli, c’è un modo divertente e nuovo nel prossimo anno che credo sia…non si sa mai come funzionerà. Incroci solo le dita e preghi che piaccia alla gente, ma sento che sarà uno di quegli inizi della stagione successiva che mi eccitano in un modo che è più di un semplice “Oh, non vedo l’ora che tornino indietro”. È “Non vedo l’ora che facciano esperienza di ciò che abbiamo fatto e che tornino indietro in questo modo”. So di essere stato follemente vago, ma direi che l’eccitazione non c’è solo ora nel vedere questi personaggi che iniziano a conoscersi ma sta nel giocare un po’ con tutto ciò.

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