Joss Whedon: che cosa serve a Dollhouse per sopravvivere

Joss Whedon, creatore delle fiction di fantascienza di Fox, ha detto ai giornalisti che c’è ancora una possibilità di trasmettere la serie Dollhouse per una seconda stagione, a patto che gli ultimi quattro episodi vadano bene, specialmente con la nuova seguitissima serie Prison Break, che rimpiazza Terminator: le cronache di Sarah O’Connor nel palinsesto dal 24 aprile.
“La domanda è: con una presentazione diversa, cambierà qualcosa?” ha chiesto Whedon in un’intervista di gruppo mercoledì a Hollywood prima di comparire a un comitato del Paley Festival sulla serie.

“Prison Break sarà un nemico così temibile solo perché è diverso?” O forse va meglio perché lo guardano più persone? Ma davvero lo guardano più persone? Non so quali siano i numeri di Prison Break. Quindi ci sono molti X factor”.
Le seguenti le domande di SciFiWire.com e le risposte che sono state tratte da alcuni commenti di Whedon.  Dollhouse va in onda tutti i venerdì alle 21.00 su Fox.

Oggi per te ho delle domande completamente nuove.
Whedon: Bene, perché ho una personalità completamente nuova. Già, ho cambiato la camicia. So come portarla, l’ho imparato dalle celebrità .

Hai sentito qualcosa di ufficiale dalla Fox a proposito di un’eventuale cancellazione? O ti hanno detto che se arrivi a un certo numero di ascolti, sarebbero favorevoli a una seconda stagione?
Whedon: Non hanno parlato di numeri, e non hanno parlato di date. Hanno solo detto  “Lo capiamo. Capiamo che i numeri siano bassi, ma non è un mondo di Nielsen. I numeri del digitale sono buoni, e la serie sta andando meglio. Il dato demografico è buono e avremo una collisione con (attrice e produttrice) Eliza (Dushku)”. Perciò fondamentalmente sono favorevoli.
Certamente, ci deve essere un numero da raggiungere perché sia fattibile economicamente per loro, altrimenti non avrebbe senso a meno che non siano fan malati come me. Ma loro la prendono. Prendono la serie e prendono quello che funziona. Quindi sono ansiosi di rimanere a un livello a cui possano giustificare di buttare già qualcos’altro. Speriamo che accada.

Si dice che Terminator sia stato fondamentalmente cancellato. Questo ti fa esitare?
Whedon:. No, voglio dire, Terminator ha fatto molto male. Non so perché. Mi piaceva. Ecco perché non sono da quella parte della medaglia, perché non sono un esperto di marketing. Nono so come vanno queste cose. Sono partito forte, ma per qualche motivo sono caduto. Mi piaceva come l’avevo presentato, perché, artisticamente, risultavano un abbinamento azzeccato. Avevano una sensibilità simile e penso che Terminator fosse una serie davvero interessante che metteva a segno le profondità delle sue premesse. Quindi ero felice di farvi parte. Ma il fatto è che stava andando male e noi stavamo facendo meglio, ma non benissimo. Penso che alla fine nessuno ci biasimi. Abbiamo messo su Terminator e di solito nelle nostre mezz’ora la maggior parte delle notti. E’ il dubbio di tutti a questo punto.

Ti senti di dover riepilogare la storia se questa dovesse terminare visto che è l’ultima stagione?
Whedon: Ho sempre avuto questa idea. Il trucco è fare qualcosa che abbia un’impressione di chiusura e fare delle domande, che è quello che ho fatto. Ha un’impressione totale di chiusura e una leggera scia di suspense allo stesso tempo, in un modo molto difficile da descrivere. E’ diverso da qualsiasi cosa io abbia mai fatto in vita mia.

Se farai una seconda stagione, hai già pensato a un arco narrativo?
Whedon: Sì, non uno totale, ma c’è un po’ di materiale che siamo impazienti di ottenere. Pensiamo che questa storia sia già troppo ricca e abbiamo appena grattato la superficie. Anche se, ti dico, per i prossimi quattro episodi gratteremo a fondo. Diciamo che sanguinerà.

Che cosa serve ai fan per avere una seconda stagione?

Whedon: Non penso che ci sia una campagna “Salvate Dollhouse”. Fondamentalmente, abbiamo avuto un’altra occasione. Spetta ai fan farsi sentire nelle loro community e assicurarsi che le persone li guardino, che abbiamo questi numeri per il digitale, che non se ne vadano. Se facessero un’improvvisata ai dirigenti, non sarebbe male. O su Twitter. Molte persone sono su Twitter.

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