Romanzo Criminale, tra finzione e realtà.

Romanzo criminale, la seconda serie TV prodotta da Sky (in collaborazione con Cattleya e Rti Mediaset), amplia i temi affrontati nell’omonimo film diretto da Michele Placido (che a sua volta si ispirava al libro scritto dal giudice Giancarlo de Cataldo) così come già era stato per la prima serie prodotta dalla pay TV italiana: Quo Vadis Baby? basata sull’omonimo film di Gabriele Salvatores.

 

All’origine di Romanzo criminale però non c’è solamente la fantasia e la creatività di alcuni sceneggiatori ma c’è la cronaca, quella che ha fatto la storia recente del nostro paese. I protagonisti sono i membri della banda della Magliana attiva tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 a Roma e non solo. Tale banda fu implicata oltre che in traffico di droga, gioco d’azzardo, sfruttamento della prostituzione, rapimenti e omicidi anche in diversi misteri non ancora del tutto chiariti come il sequestro di Aldo Moro (a cui in parte si riferiscono gli episodi quattro, cinque e sei) la strage alla stazione di Bologna del 2 Agosto 1980 (oggetto dell’undicesimo e penultimo episodio) o l’omicidio del giornalista Carmine Pecorelli. Legata a Camorra, Mafia, ‘Ndrangheta oltre che ai servizi segreti, la banda prosperò e dettò legge nella capitale per diversi anni.

 

Questa la cronaca. La serie TV rivisita le principali vicende che videro implicato uno dei gruppi malavitosi più forti e tristemente famosi della nostra storia contemporanea, dalla sua nascita alla sua affermazione quale organizzazione criminale rispettata, conosciuta e temuta da tutti. Assistiamo così all’ascesa al potere di alcuni borgatari romani che decidono di dare una svolta al di fuori della legge alla loro vite scalando la classifica dell’illegalità nella malavita romana e italiana con un’idea nuova in testa: diventare i padroni della capitale, fino ad allora alla mercè di tanti piccoli gruppi criminali (“Pijamose Roma e pijamosela ‘mo prima che lo faccia qualcun altro”).

La serie è una di quelle che “restano” grazie a personaggi (interpretati da attori finora sconosciuti al grande pubblico) che colpiscono e rimangono nella mente dello spettatore. Tra questi ricordiamo lo spietato “Libanese” (Francesco Montanari) , il taciturno “Freddo” (Vinicio Marchioni), l’elegante “Dandi” (Alessandro Roja), la bellissima prostituta Patrizia (Daniela Virgilio) e il commissario Scialoja (Marco Bocci). Tutti si ispirano agli autentici protagonisti degli avvenimenti raccontati. Finzione e realtà si mischiano in continuazione e le vicende narrate sono di conseguenza molto credibili grazie anche alla scelta di rappresentare i fatti in maniera spesso cruda e violenta. La serie è vera e non edulcorata per un pubblico facilmente impressionabile. Diverse scene di sesso “cinematografiche” a cui non siamo abituati in una serie televisiva, sparatorie e pestaggi molto realistici rendono Romanzo criminale qualcosa di unico nello spento panorama della televisione italiana.

Grazie anche alla bravura di regista, costumisti e scenografi gli anni di piombo rivivono sui nostri schermi. Ottimi i costumi, il look degli attori, le auto, le case e gli arredamenti dell’epoca. Molto bella anche la colonna sonora che spazia dalla discomusic (Supertramp, Alan Sorrenti, Sylvester) alla musica d’autore italiana (Claudio Baglioni, Franco Califano, Rino Gaetano). Memorabile a tal proposito la scena di un matrimonio a cui presenzia un giovane Franco Califano a cantare il suo cavallo di battaglia “Tutto il resto è noia” tra il tripudio degli invitati.

La parte più interessante è probabilmente il punto di vista della narrazione: quello dei criminali. Lo spettatore viene coinvolto e portato a simpatizzare e a “tifare” per loro. Viene mostrato anche il lato umano dei cattivi che non sono i cattivi assoluti già visti in altri telefilm. Sono persone reali, assassini spietati ma con un’anima spesso tormentata e con un cuore talvolta capace di amare. Anche i buoni hanno i loro scheletri negli armadi. Ci troviamo quindi di fronte ad un prodotto lontano dai classici stereotipi della lotta tra bene e male che spesso si mescolano come di fatto avviene nella vita reale. Indimenticabile la scena sotto la pioggia che chiude l’ultimo episodio e non diciamo di più per non svelare niente ai futuri telespettatori.

Romanzo criminale è andato in onda tra Novembre 2008 e Gennaio 2009 su SKY e arriverà la prossima primavera su Italia 1. Difficile la prima serata a meno che qualche scena non venga censurata data la crudezza di cui si è parlato. Per il prossimo anno è prevista la seconda serie grazie anche al successo di pubblico e di critica. Si ricorda, tra gli altri, il giudizio dato dal prestigioso critico televisivo del Corriere della Sera Aldo Grasso “Devo ammettere che ci troviamo di fronte a uno degli esiti più riusciti della fiction italiana. La livida saga del Libanese, del Dandi, del Freddo, di Patrizia ha trovato una scrittura che finalmente esce dai canoni dell’agiografia all’italiana.”

Curiosità

In un ruolo minore troviamo quella che è probabilmente l’attrice più conosciuta tra gli interpreti di Romanzo criminale: Alessandra Mastronardi, la Eva de I Cesaroni.

Gli episodi non hanno titolo.

Michele Placido, regista dell’omonimo film dal cast all stars (Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Riccardo Scamarcio, Kim Rossi Stuart, Jasmine Trinca, Gianmarco Tognazzi, Elio Germano) è il direttore artistico della serie.

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